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Vino spumante : ecco i migliori da servire a tavola

Vino spumante : ecco i migliori da servire a tavola
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Aria di festa in casa, hai già scelto il vino spumante che porterai in tavola? Le bollicine non possono che rendere più allegri e leggeri i tuoi giorni di festa, accompagnando le pietanze che porterai in tavola. L’effetto della bevanda non delude mai, per suggellare momenti davvero speciali e fare da cornice a grandi emozioni. Di certo una delle bevande alcoliche più consumate in Italia. Il commercio on line del vino si è molto diffuso, e anche nei market-place virtuali puoi trovare un vasto assortimento di prodotti. Non farti sfuggire quello giusto per ogni occasione, nonché tanti suggerimenti per riconoscere i buoni prodotti e come servirli!

vino spumante

 

Dentro la bottiglia

Lo spumante, in realtà, è un tipo di vino, il cui nome è stato attribuito in virtù della spuma che si produce la momento dell’apertura della bottiglia e prosegue una volta versato nel bicchiere. Si classifica come vino da dessert, da servire e degustare a temperature comprese tra i 5 e gli 8 gradi. Il vino spumante è un prodotto naturale, la cui schiuma, appunto, è il risultato dell’anidride carbonica prodotta per fermentazione. In caso contrario si definisce vino gassificato.

Il termine generico spumante, individua una tipologia di vino definita per legge : all’apertura della bottiglia di un VSQ – Vino Spumante di Qualità – il prodotto all’interno deve presentare una sovrappressione non inferiore a 3, 5 bar ad una temperatura ambiente di 20 °C.  Per quanto riguarda gli spumanti “generici”  – VS – deve avere 3 bar minimi.

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L’Unione Europea ha redatto il regolamento  n. 607/2009-allegato XIV,  che prevede la classificazione dello spumante in base al suo residuo zuccherino:

  • Pas dosé o Dosaggio zero : ultra secco,  fino a 3 grammi su litro
  • Extra brut  : molto secco,  uguale o maggiore a 6 grammi su litro
  • Brut  : secco, residuo inferiore o uguale a  12 grammi su litro
  • Extra dry : gusto secco con  lieve nota dolce, 12-17 grammi su litro
  • Dry o Sec  : appena  dolce,  17-32 grammi su litro
  • Demi sec  : nota dolce nettamente percepibile,   32-50 grammi su litro
  • Dolce o Doux  : la nota dolce predominante,   maggiore di 50 grammi su litro.

I luoghi del vino spumante

Le origini e la denominazione di vino spumante sono incerte, si perdono nel corso della storia. Testi molto antichi ci narrano di “vini con bollicine” . Benché venga prodotto anche in Italia con ottimi prodotti, la sua patria è la Francia, dove i vini spumanti prendono il nome di mousseux – da mousse, cioè spuma -.

vino spumante

La denominazione champagne, infatti, è riservata ai vini prodotti dall’omonima regione francese. Il successo ottenuto in Francia dal prodotto fece sì che si diffondesse e si iniziasse  a produrre in vari altri paesi. Così seguono la Germania e l’Italia, la cui produzione di spumante si concentra soprattutto in Piemonte, e in particolare nella provincia di Asti.  Sappiamo che l’azienda dei fratelli Gancia, nata nel 1850, dopo aver studiato i metodi francesi, creò probabilmente il primo tipo di “champagne italiano”, nel 1865. L’azienda conta oggi oltre 25 milioni di bottiglie di vino  spumante prodotte ogni anno.

La caratteristica degli spumanti italiani, è che, rispetto hai prodotti francesi, hanno un sapore piuttosto dolce. Ciò dipende dal fatto che la fermentazione viene bloccata prima che tutto lo zucchero presente nel vino sia trasformato. I due tipi più importanti prodotti in Italia sono due: il moscato d’ Asti e l’Asti spumante, riconosciuti dal 1967 con la “denominazione di origine controllata” e ne sono state fissate le caratteristiche. In Italia – Piemonte, veneto  Oltrepò pavese – vengono inoltre prodotti spumanti secchi che imitano lo champagne francese.

I metodi di produzione

Il vino spumante viene prodotto in due diversi modi. I metodi si chiamano Charmat e Champenois o classico; quest’ultimo metodo viene indicato in etichetta. I prosecchi si producono col primo metodo, ideato dall’enologo italiano Federico Martinotti. Moscati, Lambruschi e Brachetti col secondo. La differenza principale consiste nel fatto che, con il metodo Charmat la fermentazione avviene nei tini, mentre con il metodo classico avviene anche in bottiglia. Il metodo classico quindi, ha costi maggiori, inoltre maggiore è la qualità del vino spumante, maggiore sarà il grado alcolico della bevanda.

Gli spumanti possono essere definiti DOC  – denominazione di origine controllata –  oppure DOCG  – denominazione di origine controllata e garantita- ,  ciò indica che sono stati prodotti in una determinata area geografica e soggetti a specifiche regole. Altre informazioni specifiche riportate, sulla produzione, possono essere:

  • blanc de blancs , cioè un prodotto ricavato solo da uve bianche ;
  • brut millesimato , cioè prodotto con uve tutte della stessa annata e con indicazione dell’annata ; di solito la maggior parte dei vini spumanti sono NON millesimati;
  • cremant , poco frizzante;
  • cuvee , cioè proveniente da diverse uve e/o di prima spremitura;
  • a fermentazione naturale , cioè senza aggiunta di gas;
  • alcuni produttori riportano la data della sboccatura, cioè il periodo in cui è stato eliminato il deposito dei residui in fecce nelle bottiglie.

Le bottiglie andrebbero bevute entro tre/cinque anni dalla questa data di sboccatura.

vino spumante

Come riconoscere lo spumante? Criteri di valutazione

Per selezionare un buon prodotto, occorre che tu presti attenzione ad una serie di caratteristiche. Iniziamo dal colore del vino spumante. Il giallo tenue, è la tonalità tipica dei vini giovani, freschi e leggeri. Se il vino si presenta opaco tede all’ambrato, non si è conservato bene. Abbiamo inoltre molte varietà di spumante anche rosè o rosso dolce, il cui procedimento varia un pò rispetto al classico vino spumante bianco.

Per quanto riguarda la fluidità, ci consente di stabilire il grado alcolico della bevanda. Se fai ruotare leggermente il bicchiere, osservando le pareti, noterai delle curvature o archetti: il vino si deposita sul vetro e scende lentamente. Più fitti sono gli archetti, più alto sarà il grado alcolico. Naturalmente, sull’etichetta, deve essere riportato il rado alcolico in percentuale volumetrica, cui puoi fare riferimento.

L’aroma, di solito è fino e fragrante, richiama note floreali, fruttate o di erbe aromatiche, in base al tipo di uve e la zona geografica di produzione. In genere gli spumanti prodotti col metodo classico, risultano più strutturati, di colore più carico e aromi più complessi, mentre il metodo Charmat esalta la freschezza del gusto, dunque aromi fruttati e floreali .

Bolle & bollicine

L’elemento più importante da considerare, come criterio di valutazione per il vino spumante, è, appunto, l’effervescenza. Quando osservi uno spumante, devi considerare la grana, il numero e la persistenza delle bollicine. Se le bollicine sono molto fini, hai di fronte a te un grande spumante. Più sono grandi, più la qualità scende. Se le bollicine sono numerose, il vino spumante è pregiato. Se invece sono scarse, ciò denota un invecchiamento eccessivo dl prodotto, quindi sconsigliato.

La persistenza delle bollicine, indicata dagli esperti col nome di perlage, è sempre indice di un vino spumante pregiato. Se il perlage è troppo evanescente, allora ti ritrovi un vino troppo vecchio. La spuma non deve essere troppo spessa, né troppo cremosa. Hai scelto un buon prodotto se cera una spuma sottile e asciutta, che svanisce quasi immediatamente una volta versato lo spumante.

vino spumante

Vino spumante e accostamenti culinari

Preferisci degustare lo spumante solo al momento del dolce o per tutto il banchetto? Possiamo ormai sfatare il mito per cui il vino spumante è riconducibile solo al momento finale della festa. Gli accostamenti col cibo sono tanti perciò puoi davvero provare nuovi spunti, sbizzarrirti con la fantasia, e in base al menu previsto selezionare le bottiglie giuste di vino spumante, quello che rientra nelle tue preferenze e dei tuoi ospiti, che ben si accompagna con le pietanze .

I vini spumanti tipo Brut sono indicati per iniziare con l’aperitivo, i Demi-sec si accostano bene con i formaggi. I vini spumanti più strutturati andranno bene sui primi piatti, o portate di pesce, fritture e carni bianche, nonchè carni rosse arrosto. Per i palati più sofisticati, consiglio spumanti rosé da associare a piatti  saporiti di carne e funghi . Suggerisco  Pas Dosè ed Extra Dry per accompagnare menu di pesce, ma anche dolci, panettoni e pandoro. Gli spumanti dolci, così  freschi, armonizzano bene con la pasticceria più varia, creme e frutta, creando una sinfonia di sapori.

Come servire lo spumante

Hai già la tua bottiglia pronta? Abbi cura di servirla mantenendo l’etichetta ben visibile  a tutti gli ospiti. Procedi alla stappatura e per versarlo, avvolgi la bottiglia in un tovagliolo, perché non sgoccioli. Versa prima un dito in ciascun bicchiere, attendi che si formi la schiuma e poi riempi ogni calice fino ai due terzi.

Il vino spumante dolce, andrebbe servito in coppe basse e larghe. Versalo sempre in un calice di vino in vetro trasparente, mai colorato, una coppa non chiusa in alto, su di un gambo abbastanza alto e sottile. Questa forma consente alla bevanda di sprigionare gli aromi, e, di conseguenza di poterli apprezzare al meglio. Ti raccomando di tenere la bottiglia immersa in un secchiello con acqua e ghiaccio accanto al tavolo. Gli spumanti rossi dolci si possono servire a temperature comprese tra i 10 e i 12 gradi, i rosè tra i 6 e gli 8 gradi.

vino spumante

I vini spumanti molto secchi o brut, possono essere serviti nel flute, un calice sottile a forma di cono rovesciato e allungato. Le bollicine, stimolate dal fondo stretto del bicchiere, vanno velocemente verso l’alto, esaltandone il gusto. Ti ricordo che i bicchieri devono avere la stessa temperatura del vino, perciò non dimenticare di far raffreddare i calici per lo spumante prima di servirlo.

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